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Libro. Taxi. Le strade del Cairo si raccontano PDF Stampa E-mail
Libro. Taxi. Le strade del Cairo si raccontano
Il libro
Un libro dedicato «Alla vita che abita nelle parole della povera gente». Taxi è un viaggio nella sociologia urbana della capitale egiziana attraverso le voci dei tassisti. Una raccolta di storie brevi che raccontano sogni, avventure filosofiche, amori, bugie, ricordi e politica. I tassisti egiziani sono degli amabili cantastorie che, con disinvoltura, conducono il lettore in un dedalo di realtà e poesia che è l'Egitto dei nostri giorni. «Taxi è un'articolata e divertente critica alla società e alla politica egiziana» dice Mark Linz, direttore dell'Università Americana del Cairo, «è unico nel suo genere perché usa una buona dose di humour per trattare argomenti a cui solitamente gli egiziani riservano un'estrema serietà».
Primo libro di Khaled Al Khamissi, Taxi, è diventato un best-seller, ristampato 7 volte nell'arco di un anno, oltre 35.000 copie vendute, in un paese, l'Egitto, dove 3000 copie sono considerate un successo.



 

INDISPENSABILE PREMESSA
(dall'introduzione di Taxi)

Da lunghi anni sono un cliente di prim'ordine dei taxi. Con loro ho girato dappertutto per le strade e i vicoli del Cairo, tanto da imparare i discorsi e i vari trucchi del mestiere meglio di qualsiasi tassista (non me ne vogliate se mi vanto un poco!).
Amo le storie dei tassisti perché rappresentano a pieno diritto un termometro dell'umore delle indomabili strade egiziane.
In questo libro vi sono alcune storie che ho vissuto e ascoltato, tra l'aprile del 2005 e il marzo del 2006.
Parlo di alcune storie, e non di tutte, perché diversi amici avvocati mi hanno detto che la loro pubblicazione sarebbe bastata a farmi sbattere in galera con l'accusa di calunnia e diffamazione; e che la pubblicazione di certi nomi contenuti in determinate storie e barzellette, di cui sono pieni gli occhi e le orecchie delle strade egiziane, è un affare pericoloso… davvero pericoloso, amici miei.
La cosa mi ha rattristato molto perché i racconti popolari e le barzellette, privati di una memoria, andranno perduti.
Ho tentato di riportarli qui, così come sono, narrati nella lingua della strada. Una lingua speciale, rude, vitale, schietta. Estremamente diversa dalla lingua cui ci hanno abituato i convegni e i salotti buoni.
Di certo il mio ruolo in questa sede non sta nel rivedere l'accuratezza delle informazioni che ho registrato e trascritto. Perché l'importante sta in quello che un individuo dice nella sua società, in un particolare momento storico, attorno a una determinata questione: nella scala di priorità di questo libro, l'intento sociologico viene prima di quello descrittivo.
La maggior parte dei tassisti appartiene a una classe sociale schiacciata dal punto di vista economico e vessata da un lavoro fisicamente devastante. La perenne posizione seduta in auto sgangherate spezza loro la schiena. Il traffico e il caos permanente delle strade cairote annichilisce il loro sistema nervoso e li conduce all'esaurimento. La corsa in senso letterale dietro il guadagno, tende i loro nervi fino al limite estremo… a questo si aggiunga il continuo tira e molla coi clienti, a causa dell'assenza di una tariffa stabilita, e coi poliziotti, che li sottopongono a una quantità di vessazioni che farebbero stare quieto nella tomba anche il defunto Marchese de Sade.
Inoltre, se calcolassimo in termini matematici il ritorno economico del taxi, considerando le spese legate all'usura, le percentuali dovute all'autista, le tasse, le multe, ecc., ci renderemmo conto che si tratta di un'attività a perdere in tutto e per tutto. Al contrario, questi imprenditori, non mettendo in conto la quantità di spese impreviste, immaginano che possa fruttare guadagno. Ne risultano auto logore, sfasciate e sudice, con a bordo autisti che lavorano come schiavi.
Una serie di provvedimenti del governo ha portato l'impresa taxi a un incremento senza precedenti, facendo arrivare il loro numero alla cifra di ottantamila soltanto al Cairo.
Con una legge emanata nella seconda metà degli anni '90, il governo ha consentito la conversione di tutte le vecchie auto in taxi, insieme all'ingresso delle banche nel mercato dei finanziamenti di auto pubbliche e private. In questo modo, folle di disoccupati si sono riversate nella classe dei tassisti, entrando in una spirale di sofferenza mossa dalla corsa al pagamento delle rate bancarie; dove lo sforzo atroce di quei dannati si trasforma in ulteriore guadagno per banche, aziende automobilistiche e importatori di pezzi di ricambio.
Di conseguenza diventa possibile trovare tassisti con ogni tipo di competenza e livello d'istruzione, a partire dall'analfabeta, fino a giungere al laureato (ma non ho mai incontrato tassisti col dottorato, finora…).
Costoro detengono un'ampia conoscenza della società, perché la vivono concretamente, sulla strada. Ogni giorno entrano in contatto con una varietà impressionante di uomini. Attraverso le conversazioni si sommano nelle loro coscienze punti di vista che penetrano intensamente la condizione della classe dei miserabili d'Egitto, tant'è vero che, molto spesso, ritrovo nelle analisi politiche dei tassisti una profondità superiore a quella di tanti commentatori politici che riempiono di chiacchiere il mondo. Perché la cultura di questo popolo si rivela nelle sue anime più semplici.
Un popolo grandioso e ammirevole, il vero maestro di chiunque voglia imparare.

Khaled El Khamissi, 21 Marzo 2006

(traduzione di Ernesto Pagano)
COSA DICONO I GIORNALISTI
« Dopo la lettura di Taxi il visitatore avrà imparato molte cose sulla vita quotidiano degli egiziani, sulle loro frustrazioni, sulle loro piccole grandi miserie, sul disprezzo quasi generale delle istituzioni e, soprattutto, sulla loro mancanza di prospettive. » Patrice Claude, Internazionale

« Dalle chiacchere con i conducenti è scaturito un libro, in breve divenuto un bestseller. Perché le storie ascoltate nelle convulse vie della capitale lasciano trapelare una denuncia caustica e ironica del malessere sociale che attraversa il Paese. » Elisa Pierandrei, Ventiquattro

« Pur essendo un'opera di fiction (...) non è un vero romanzo, ma un insieme di quadri in cui si affrontano i temi caldi come la politica, l'economia, la sanità e l'istruzione. » Omayma Abdel-Latif, Internazionale

« Un giornalista, qualche decina di tassisti e una valanga di proteste contro il governo e i politici. Non è la riedizione della rivolta italiana delle auto bianche, ma il soggetto di un libro campione di vendite in Egitto: Taxi, di Khaled Al Khamissi. » Paolo Casicci, Il Venerdì di Repubblica

« Il libro composto da conversazioni in taxi è diventato un best-seller che attraversa il paese. Un ritratto della società egiziana, come l'era del 79enne presidente Hosni Mubarak che si avvicina alla fine. » Liz Sly, Chicago Tribune

« Il libro parla della resistenza dello spirito umano, è una potente cronaca della colossale lotta per la sopravvivenza. » Baheyya, anonimo ma influente blogger egiziano

« Lo leggerai in un giorno e poi tornerai a comprare copie per tutti i tuoi amici. » Baheyya: Art Commentary Media

« Un lavoro innovativo che dipinge un quadro veritiero della situazione della società egiziana di oggi, come si è visto da parte di un importante settore sociale. » Galal Amin, economista e sociologo dell'Università Americana del Cairo
COSA DICONO I LETTORI
« è avvincente, spudorato, duro... ed è sicuramente una espressione della "nuova" letteratura arabo/egiziana... quella della corrente realista che prende gli argomenti da trattare direttamente dalla strada» Fausto Leoni

« Gran bel libro, molto scorrevole e realistico nella descrizione delle condizioni dei tassisti del Cairo, che vivono la giornata nella speranza di arrivare al giorno dopo, nella continua ricerca di una vita "normale". Toccante ed allo stesso tempo comico in certi punti, consigliato a tutti, in particolare a chi vuole sapere quel qualcosina in più sulla vita di una categoria in condizioni di perenne miseria, che non troverebbe in altri libri. » Alain

Euri 15,00

Collana: Altriarabi
ISBN-13: 9788887847147

Editrice il Sirente

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